NUORO. Vandali sempre in agguato in città. Un fenomeno in crescita, tanto che l’assessore comunale Fabrizio Beccu parla senza mezzi termini di «emergenza sociale». A finire nel mirino dei soliti ignoti sono sempre beni di proprietà pubblica, beni del patrimonio collettivo. Spesso pezzi di vera e propria Storia cittadina. Come è successo mercoledì mattina, all’ex mulino Gallisai. A neanche ventiquattro ore dall’incendio doloso che ha colpito la storica struttura, nelle prime ore della mattinata di mercoledì, arriva la reazione dell’amministrazione comunale: murati gli ingressi allo stabile in via Grazia Deledda e chiusi con catenaccio e lucchetto i due cancelli di via Aspromonte.

Il rogo che ha distrutto per sempre una fetta dell’identità storica della città, aveva portato il sindaco Andrea Soddu, già a poche ore dall’accaduto, a chiedere agli uffici dell’assessorato ai Lavori pubblici un intervento rapido, efficace e definitivo. E così, dopo anni in cui il bene di proprietà della Regione e in comodato d’uso al Comune per 40 anni ne è stato totalmente sprovvisto, ecco catene e blocchetti a creare vere e proprie trincee contro atti vandalici che dilagano e che si fanno sempre più frequenti. «Una soluzione estrema – ha commentato l’assessore comunale ai Lavori pubblici Fabrizio Beccu –, ma necessaria davanti ai gravi illeciti commessi».

Dopo la chiusura, adesso l’obiettivo è quello di partire con la realizzazione della sede dell’università nuorese: «L’incendio doloso di mercoledì non fa altro che rallentare le tempistiche – prosegue Fabrizio Beccu – ma la squadra di progettisti è già al lavoro con il compito di riqualificare l’ex mulino Gallisai. Adesso, dopo le fiamme, bisogna verificare la tenuta dello stabile, una ulteriore perdita di tempo oltre allo spreco di risorse necessarie a interventi suppletivi».

L’incendio appiccato all’ex mulino, è solo l’ultimo atto vandalico di una lunga serie, negli ultimi tempi, ai danni dei beni pubblici che fanno capo al Comune di Nuoro. Nello stesso quartiere, San Pietro, nel giro di quattro mesi, è il secondo attentato: prima dell’incendio divampato l’altro ieri mattina, nello scorso gennaio i residenti avevano assistito attoniti al rogo sviluppatosi nell’ex sede dell’Aspal, nonché ex ufficio di collocamento di via Ballero, a poche centinaia di metri dal mulino Gallisai. Atti gravissimi e perpetuati nel tempo che non hanno risparmiato il Centro polifunzionale di via Roma, sempre nel cuore della città, anch’esso oggi con gli accessi murati dall’amministrazione comunale. Vandali in azione anche nei locali della Casa della musica nel quartiere di Preda ’e Istrada. In quest’ultimo bene di recentissima ristrutturazione, che come annunciato un anno fa dall’assessora comunale ai Servizi sociali Fausta Moroni avrebbe dovuto ospitare la Scuola civica di musica “Antonietta Chironi”, l’accesso è ancora libero e aperto a tutti. Oltre alla totale incuria degli esterni soggetti a pericolo incendi vista l’eccessiva presenza di sterpaglie, gli interni risultano danneggiati, con gravi danni al controsoffitto e agli infissi oltre al furto di prese elettriche e di altro materiale di impiantistica.

Oltre al catenaccio e ai lucchetti, che non ci sono, in molti invocano l’installazione della video sorveglianza: «Alcuni beni pubblici ne sono già provvisti – spiega Fabrizio Beccu –, ma per dotarli tutti avremo bisogno di ulteriori fondi di cui non disponiamo». E ancora: «L’aria in città si sta facendo pesante, è una emergenza sociale. Pochi balordi compromettono il destino dei beni di tutta una comunità. Bisogna accelerare affinchè questi siano assegnati alle associazioni o agli enti e dati in gestione ai cittadini, combattiamo il vandalismo riempendo i nostri beni di contenuti».

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