OLBIA. Si è spento nei giorni scorsi a Roma all’età di 82 anni l’imprenditore olbiese Gampiero Achenza, molto noto, già patron dell’Olbicar, storica autoconcessionaria Porsche, Audi e Volkswagen in Gallura. In piena pandemia aveva messo a disposizione gli enormi locali dell’ex concessionaria, sulla sopraelevata verso la Costa Smeralda, per allestire l’hub per le vaccinazioni anti Covid. A Olbia venerdì 17 giugno si svolgerà la commemorazione all’interno del padiglione Olbicar sulla sopraelevata della strada statale 125, che sarà celebrata dai frati della parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi.

Originario di Tempio, Giampiero Achenza ha combattuto fino alla fine contro una leucemia mieloide acuta, diagnosticata soltanto pochi mesi fa. Lascia la moglie Patrizia Albanese e i due figli, Virginia ed Edoardo, giovani imprenditori nel mondo della moda e della tecnologia. «È un dolore al quale non si riesce a dare un senso, neanche se ci si prova – è il commento della moglie Patrizia, appartenente a una nota famiglia dell’industria calzaturiera romana –. Credo che ciò che di meglio si possa fare è ora ricordarlo per l’uomo onesto e generoso quale era e per averci insegnato che la vita e la famiglia sono doni preziosi e che nessun ostacolo può condizionare in modo negativo la nostra vita».

Imprenditore conosciutissimo in tutta la Sardegna e anche oltre Tirreno, Achenza per anni è stato l’unico concessionario Porsche, Audi e Volkswagen dell’isola. Da pochi anni in pensione, amava viaggiava per il mondo insieme all’inseparabile moglie Patrizia con un sogno nel cassetto: trasformare le terre di famiglie in vigneti per produrre grandi vini rossi e bianchi.

Giampiero Achenza è sempre stato molto legato alla comunità di Olbia, come confermano gli interventi di solidarietà compiuti nel corso degli anni. Durante il periodo drammatico della pandemia – solo per citare gli ultimi episodi in ordine di tempo – la famiglia aveva messo a disposizione della città spazi e locali (il padiglione dell’ex concessionaria Olbicar, sulla sopraelevata) trasformati in strutture ricettive per la somministrazione dei vaccini anti Covid. Oppure, sempre durante la pandemia, spazi messi a disposizione per ospitare la numerosa comunità cristiana – attraverso i frati cappuccini di Olbia della parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi – soprattutto sotto le festività natalizie, che è riuscita a riunirsi e a celebrare la messa nonostante tutte le restrizioni e le difficoltà imposte dall’emergenza sanitaria.(m.b.)
 

Fonte notizia: La Nuova Sardegna > Homepage

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