ALGHERO. Sonia ha la voce spezzata dalle lacrime. C’è una domanda che la tormenta all’indomani della morte di suo marito Roberto Delrio: «Mi chiedo solo una cosa. Perché quella donna non abbia allontanato suo marito, anziché acchiappare per i pantaloncini il mio urlandogli “bastardo! bastardo!”. Se lo avesse fatto, tutto sarebbe finito così, con qualche insulto e qualche parolaccia. E invece mio marito non c’è più e il suo si trova in questa situazione…».

Si riferisce, Sonia, alla moglie di Roberto Di Seri, il quarantenne che giovedì 9 giugno, ad Alghero, dopo un diverbio avuto per strada in seguito a una mancata precedenza, ha sferrato un pugno mortale contro Roberto Delrio, davanti agli occhi del figlio 15enne di quest’ultimo e di un suo amico coetaneo, facendolo cadere a terra. Il sessantenne ha battuto la testa e da quel momento ha perso conoscenza. Ha lottato per giorni nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata fino a due sere fa quando Roberto, un cuore forte, un fisico prestante, si è arreso. Di Seri, che quasi certamente verrà indagato per omicidio preterintenzionale, era in moto con la moglie il giorno della tragedia. E Sonia oggi si chiede come mai quella donna abbia «reso forte il proprio marito» anziché fermarlo, scoraggiarlo. «L’ho sentita io con le mie orecchie mentre al poliziotto che verbalizzava raccontava testualmente di aver “acchiappato” Roberto da dietro. Diceva anche che “volava, che era leggero”. Non so di preciso cosa intendesse ma è chiaro che ha avuto una grossa responsabilità in quello che è successo. E ha colpito alla schiena più volte anche nostro figlio che tentava di difendere il padre…».È un dolore composto e allo stesso tempo straziante quello che questa famiglia, molto unita e dall’animo gentile, sta vivendo in queste ore.

«Ha presente l’uomo che tutte le donne vorrebbero avere? – dice Sonia – Quello che ti aiuta in casa, che ti accompagna a comprare un servizio di piatti, che ride insieme a te mentre mangiate una pizza sul divano, che ti apre lo sportello dell’auto? Ecco, questo era il mio Robi. Auguro a tutte le donne di sentirsi amate così. E ora che lui non c’è più mi sento in mezzo al mare senza luce e non so se e quando la ritroverò mai la luce…».E poi c’è un figlio che ha assistito alla morte del proprio padre e ha potuto raccontare ciò che ha visto e sentito: «È un bravissimo ragazzo, è sempre a fianco a me. Ha solo 15 anni – dice sua madre con un filo di voce – e ha un bel peso da smaltire, da far suo».

Sonia tiene a precisare quello che considera un dettaglio importantissimo nella ricostruzione di quanto accaduto giovedì scorso, appreso proprio grazie alla presenza del figlio e del suo amico in auto: «Mio marito non ha assolutamente seguito quell’uomo. Era uscito di casa per accompagnare i ragazzi al mare. Avevano deciso di fermarsi nel bar dove Roberto andava ogni giorno a prendere il caffè. È vero che tra via XX Settembre e via Barraccu si è sporto un po’ oltre lo stop, ma era l’unico modo per vedere se arrivavano veicoli. In quel momento, mi ha raccontato mio figlio, passava la coppia in moto e Roberto ha fatto in tempo a fermarsi». Ma l’uomo in sella allo scooter avrebbe cominciato a sbraitare. «A quel punto mio marito gli ha detto: “Vai, passa, scusa, non ti ho fatto nulla”. La moto ha girato a destra, mentre Roberto ha proseguito verso la rotatoria e ha fatto il giro per raggiungere il bar. Non li ha seguiti, per lui era finita lì».

Ma poi un terribile destino ha voluto che rincontrasse Di Seri davanti al locale. «Purtroppo il caso ha voluto che quel tizio abitasse lì di fronte e mio marito quando se l’è trovato di nuovo davanti gli ha detto: “Ti ho chiesto scusa. Dimmelo in faccia quello che mi stavi dicendo poco fa” e la risposta è stata: “Se scendi dalla macchina te lo dico”. Si è avvicinato con la testa bassa come per dargli una testata e Roberto, che era più alto, lo ha bloccato col braccio dicendogli: “Ma mi vuoi picchiare?”». Ed è allora che sarebbero partite alcune spinte, poi ci sarebbe stato l’intervento dell’altra donna e quello del 15enne che si frapponeva tra il padre e il quarantenne.

«Sembrava finito tutto. Invece la situazione è degenerata per la troppa educazione di mio marito – ha spiegato in lacrime Sonia – perché quando ha sentito quell’uomo rivolgere insulti a sua mamma e a me ha preteso le scuse. L’altro gli ha dato del “cogl….” e Roberto ha replicato: “Tu invece sei un delinquente e io ti denuncio”. Ed è stato allora che gli ha sferrato il pugno che lo ha ucciso».

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