CAGLIARI. “Fedeli alla promessa, uniti nella tradizione”. Lo slogan della 366a Festa di Sant’Efisio è un manifesto delle intenzioni dei fedeli che dopo due anni di passaggio “intimo” aspettano il primo maggio come un nuovo inizio. Un evento che emoziona tutti. Primo fra tutti il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu che ieri nella sala del Consiglio comunale è riuscito a stento a non farsi scappare una lacrimuccia quando ha presentato l’Alter Nos, per la seconda volta una donna, Viviana Lantini. E c’è da capirlo, perché la designazione del rappresentante dell’amministrazione nella processione è caduta su una donna, assessore ai servizi sociali e anche medico responsabile del Pronto Soccorso di Iglesias. Un richiamo netto a tutti i sanitari che in questi due anni sono stati in trincea per combattere il virus.

Nel momento della Festa non è mancato il richiamo dell’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi al momento terribile. «La chiesa ha una vocazione popolare e in questo momento in cui siamo felici, lieti di poter festeggiare il Santo protettore della Sardegna, non possiamo però dimenticare la guerra e il dolore che sta portando a tanti innocenti».

Tutti gli intervenuti, a partire da Truzzu e proseguendo con l’assessorecomunale al turismo Alessandro Sorgia, e ancora il presidente dell’Arciconfraternita Andrea Loi, sino ai rappresentanti degli altri comuni che vedranno il passaggio del simulacro del Santo (Villa San Pietro, Capoterra, Sarroch e Pula) hanno avvisato tutti i fedeli, chiedendo prudenza e attenzione, visto che l’allarme Covid non è cessato.

L’attesa per la Festa è già spasmodica. Il primo maggio sfileranno circa 2800 fra gruppi negli abiti tradizionali, tracas e cavalieri. Preventivati circa 524mila euro di spese. Il 4 maggio di sera il ritorno dopo il pellegrinaggio che porterà Sant’Efisio sino a Pula, luogo del martirio. A chiudere un’edizione che si annuncia indimenticabile.

 

Fonte notizia: La Nuova Sardegna > Homepage

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